23 maggio 2013

20 maggio 2013

il nespolo (Lesson nr. 2)


.

Tempo fa avevo scritto un post dal titolo “Lesson nr.1” che parlava di finestre e diritto alla riservatezza tra dirimpettai. Se vuoi rileggerlo clicca QUI

Oggi vorrei raccontarvi un breve discorso che avevo preparato e che non mi capiterà più di fare.

Anche nelle case che ho abitato precedentemente a quella che abito adesso mi sono sempre occupato delle piante. C’è chi dice che abbia il cosiddetto pollice verde: in realtà, più semplicemente, con scarse conoscenze di giardinaggio e scegliendo specie a bassa difficoltà di mantenimento, metto cura, tempo e un po’ di amore nelle piante che possiedo.
Tra le piante facili da curare c’è il nespolo.
I primi due nespoli che ho avuto sono partiti da semi di nespola mangiata e piantata in terra: cura, anni, acqua e potature ne hanno fatto alberi che hanno dato copiosamente frutti. Da queste due piante avevo fatto altri tre nespoli (uno è ancora con me nel giardino della casa che abito adesso).
I tre nespoli erano in vaso, giovani, alti non più di un metro, in un grande terrazzo. Uno si spezzò per un banale incidente ma riuscii a farlo riprendere facendo un po’ quel che si fa quando devi aggiustare un osso rotto con mezzi di fortuna. Crebbe con un nodo nel giovane tronco, come un callo osseo, indietro rispetto ai due fratelli gemelli.

Se non hai una tenuta, tre nespoli che crescono e si aggiungono ai due adulti che già possiedi sono decisamente troppi e mi disposi l’animo a regalarne uno ad un caro amico.
Per alcune circostanze non avvenne.
Ecco il dialogo immaginato fin nei dettagli. Io; l’amico; i nespoli in vaso nr.1, nr.2 e (quello incidentato) nr.3.
Pensateci in terrazza a fumare una sigaretta dopo il caffè.

“Pensavo di regalarti un nespolo di quei tre in vaso”.
“Ti ringrazio. Quando e come me lo porterei via?”.
“Presto. Finché sono piccoli e uno ti entra in macchina con tutto il vaso, magari ribaltando i sedili posteriori”.
“Che faccio: scelgo io?”.
“No. Se non ti dispiace vorrei darti il terzo”.
Ci siamo avvicinati agli alberelli, li esaminiamo, li confrontiamo. Poi lui fa:
“Pare quello più malandato”.
“Si era spezzato il tronco. Pensavo di averlo perso e ci ho dovuto lavorare parecchio. Vedi quel nodo a metà del tronco? È lì che si era spezzato, quasi completamente. C’è voluta cura quotidiana, credimi, e un po’ di fortuna”.
“Grazie. Posso chiederti il motivo della scelta?”.
“Più di un motivo. È quello che mi ha fatto penare di più ed è quello a cui tengo maggiormente. Quel nodo, ogni volta che lo guardo, mi ricorda un successo – credimi – insperato. È come un legame tra due persone e sta lì a dirti che se ci lavori con costanza non c’è nulla che riesca a spezzarlo”.

18 maggio 2013

Trenet


 


Louis Charles Auguste Claude Trenet è nato il 18 maggio del 1913.

È stato uno straordinario compositore di canzonette francese. Canzonette talmente belle da diventare famosissime ed essere state reinterpretate e ricantate da tanti anche fuori dalla Francia

Per esempio Franco Battiato in “fleurs” interpreta Che cosa resta, Paolo Conte e Sergio Cammariere hanno dato versioni raffinatissime de Il mare.

Reputo Charles Trenet un grande.


Oggi che sono cento anni che è nato ascoltate qualche sua canzone.

 
La mer Qu'on voit danser le long des golfes clairs
A des reflets d'argent
La mer
Des reflets changeants
Sous la pluie
La mer
Au ciel d'été confond
Ses blancs moutons
Avec les anges si purs
La mer bergère d'azur
Infinie
 
Voyez
Près des étangs
Ces grands roseaux mouillés
Voyez
Ces oiseaux blancs
Et ces maisons rouillées
 
La mer
Les a bercés
Le long des golfes clairs
Et d'une chanson d'amour
La mer
A bercé mon coeur pour la vie

 

16 maggio 2013

Si fa presto a cambiare idea


“Si fa presto a dire
ho cambiato idea”.

Socialmente, politicamente e soprattutto culturalmente reputo sia un periodo difficile da decifrare e si corrono rischi di semplificazione un po’ troppo rabberciati.
È uno di quei momenti in cui alcuni commenti politici sono raffinati come la cucina della “Trattoria da Lo Zozzone” e profondi come olio in superficie.
È uno di quei momenti in cui tutti mi stanno spiegando tutto e tanti “lo sapevano benissimo”.
È uno di quei momenti in cui qualcuno ha cambiato idea; qualcun altro mi dice di cambiare idea.
Volevo scrivere un post di aforismi sul cambiare idea e ne avevo trovate un sacco e una sporta. A seguire soltanto una piccolissima parte.

La maggior parte di coloro che pensano di cambiare idea, non ne hanno mai avuta una.
Miguel de Unamuno
La difficoltà non sta nel credere nelle nuove idee, ma nel fuggire dalle vecchie.
John Maynard Keynes
Oggi il cretino è pieno di idee.
Ennio Flaiano
Non aderisco all'opinione di nessun uomo: ne ho alcune per conto mio.
Ivan Turgenev


Poi ci ho ripensato (ho cambiato idea!) ed ho pensato di dire poche cose intime e convinte.
Sarò criptico per qualcuno e inconcludente per altri ma lo ho messo in conto.

  • Sono venuto su in una educazione cattolica che insegnava che Gesù era con gli ultimi e al loro fianco, che servire agli altri e gli altri è importante, che è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago di altre cose.
  • Sono venuto su che provo empatia per chi sta peggio di me e che serve un mondo che dia a tutti le stesse possibilità di affermarsi e realizzare le proprie aspirazioni.
  • Sono venuto su che non si può ridere e fare profitto su qualcuno che piange o che ha avuto disgrazie e terremoti, che sperperare è peccato, che non si truffa e non si ruba.
  • Sono venuto su che magari a rate ma le tasse le pago e pago perfino il canone rai tv.
  • Sono venuto su fiero di essere italiano ma anelo la costituzione degli Stati Uniti d’Europa.
  • Sono venuto su che la Costituzione (per carità!) si può anche cambiare qualcosa ma prima applichiamola e vediamo se funziona e penso che ancora non è che la stiamo applicando tutta e come si deve.


Qualche peccato ce lo ho e non scaglio la prima pietra e neppure la seconda.

Non sono mai stato iscritto ad alcun Partito e ho sempre letto i programmi elettorali di tutti prima di votare e votare mi è sempre garbato parecchio.
Stavo per iscrivermi ad un partito a ridosso delle ultime elezioni ma poi, per ora, ho cambiato idea perché qualcun altro ha cambiato idea e non mi ha fatto capire perché.

Le persone cambiano (a volte molto ma molto lento è il ricambio) ma le idee rimangono.
Io ho le mie convinzioni e qualcuna la ho espressa.
Io queste idee non le cambio.



13 maggio 2013

il grillo e la mia prima pasta con le sarde





Si fa presto a dire
di origini siciliane.



Quando, pur troppo raramente, sei lì in Sicilia sei inevitabilmente il cugino/nipote/zio di Roma; quando a Roma racconti che hai fiere origini palermitane a un siciliano quello comincia a parlare in dialetto stretto; quando cucini, dato che sei lontano dalle origini di cui ti vanti, devi imparare a difenderti.

A questo ultimo proposito ho già parlato di caponata di melanzane in questo blog ed è un piatto che mi viene in maniera più che discreta.

Chi ne avesse voglia potrebbe ripassare qui:





Quello che fa la differenza sono comunque gli ingredienti. I sapori siciliani, dagli ortaggi al pane, dal pesce alla carne alla ricotta ed ai formaggi tutti, sono differenti da altrove.

Comunque a me, altrove, misurarmi con la cucina siciliana piace molto e l’altro giorno ho avuto un ulteriore battesimo del fuoco con la mia prima “Pasta con le sarde”.

Ci abbiamo bevuto un Grillo ben fresco Ethos, delle Tenute Matranga di Alcamo. Chi ne vuol sapere di più vada al link
http://www.tenutematranga.altervista.org/history.htm


Dato che, con soddisfazione, posso dire che la mia prima pasta con le sarde è venuta a puntino e che quindi si può fare fuori dalla Sicilia vi lascio la ricetta, le foto e due parole sul vino bianco Grillo.

  •  

Ingredienti.


350 g di Bucatini o di spaghetti grossi
1 Kg di Sarde (circa 570 g da pulite)
500 g di Finocchietto selvatico di montagna
1 bustina di zafferano
1 Cipolla
1 Aglio fresco
50 g di Concentrato di pomodoro
3 filetti di Acciughe
2 cucchiai di Passolina (Uva passa) e 2 di pinoli
60 grammi di mollica di pane abbrustolita
Sale, Pepe, Olio


  • Ora partiamo con dire che nella tradizione lo zafferano e il pomodoro sono alternativi. Se vuoi fare la pasta con le sarde in bianco ci metti lo zafferano e non il pomodoro. Io ci ho messo lo zafferano e un poco di concentrato di pomodoro.
  • Il finocchietto poi non era quello selvatico di montagna e neanche me la sono sentita (per un esperimento!) di aprire il prezioso paté di finocchietto selvatico che mi ha regalato mia cugina quando sono stato in Sicilia ma ho usato quello (poco selvatico) del  giardino.
  • In una padella capiente ho messo nell’ordine: olio, cipolla tritata, mezza testa di aglio fresco (che poi ho levato), i filetti di acciuga, i pinoli, l’uva passa, il finocchietto tritato, lo zafferano stemperato in un decilitro d’acqua.



  • Le sarde pulite e sfilettate sono finite in un’altra padella a cuocersi rapidamente nel loro olio.

  • Una volta cotte le ho passate nella prima padella e ho aggiunto uno schizzo di passata di pomodoro.
  • Ho lasciato tutto a fare amicizia a fuoco bassissimo per una decina di minuti.
  • Ho preparato la mollica di pane tostandola in padella antiaderente con un nulla di olio e la ho messa da una parte.
  • Scolata la pasta la ho mantecata nella padella con il condimento e, immediatamente prima di servire ho aggiunto la mollica (come si fa con il formaggio grattugiato su altre ricette: ne più ne meno).


  • C’è qualcuno che dice che invece di mantecare la pasta vada condita in una pirofila e passata in forno caldo per qualche minuto; altri non ci mettono la mollica.
  • Gli ingredienti variano per quantità in funzione del gusto personale e dell’intensità del sapore e del profumo che sprigionano e su questo non c’è ricetta che possa spiegare.
  • Nel caso mio ho rimpianto di non avere finocchietto selvatico e spaghetti della misura più grossa: un problema mio perché comunque vi assicuro che è venuta una cosa gustosissima.

  • Provate se ancora non lo avete fatto o rifatela se vi ho fatto tornare la voglia.

Il Grillo, 


come promesso.


  • È un vitigno e un vino

  • Probabilmente importato dalla Puglia, si hanno notizie certe sulla sua coltivazione in Sicilia dalla fine del 1800. Il Grillo è principalmente diffuso nel territorio di Trapani dove costituisce il vitigno base per produrre i migliori vini DOC Marsala. E' presente anche nella n provincia di Agrigento e limitatamente in provincia di Palermo e Siracusa.
    Caratteristiche del vitigno
     Pianta vigorosa, foglia da media a grande, pentalobata, di forma orbicolare o pentagonale; grappolo conico, generalmente alato, mediamente spargolo, acini medio-grandi, sferoidali, buccia spessa, leggermente pruinosa di colore verde-giallo con sfumature rosa aranciate sulla parti esposte. 
    Maturazione media.

    Caratteristiche del vino 
    Concorre alla costituzione dei migliori vini DOC Marsala. Con le sue uve si producono ottimi vini bianchi pronti o adatti all'affinamento. Il suo vino ha colore giallo paglierino carico, buon corredo aromatico, con sentori erbacei, floreali e note agrumate, al sapore è sapido, dotato di buon acidità e di una equilibrata morbidezza, ottima struttura gustativa.
    DOC Alcamo, Contea di Sclafani, Contessa Entellina, Delia Nivolelli, Erice, Mamertino di Milazzo, Marsala, Menfi, Monreale, Salaparuta, Sambuca di Sicilia, S. Margherita di Belice.
    Zone di diffusione Province di Agrigento, Trapani e Palermo.



    Ringrazio Vinisicilia www.vinisicilia.com dato che le informazioni sul Grillo le ho prese da loro.

08 maggio 2013

cinque per mille è una moltiplicazione importante


Cinque per mille.

Anno dopo anno diventa sempre meno.
 
 
 
 
 

Quest’anno sono in dubbio su dove metterlo ma continuo a ritenere sia un gesto importante da fare e sul quale riflettere.

Nel dirvi il dubbio vi segnalo i due luoghi che orienteranno la mia scelta sperando che suscitino la vostra attenzione.

In entrambi i casi la serietà, la competenza, l’amore e la passione nei confronti del far bene e provare a intervenire dove i canali ufficiali falliscono o non bastano sono indiscutibili.

Questo il sito di Parent Project:


Questo quello della Comunità di Sant’Egidio:


Fatevi un giro e credetemi se vi dico che in entrambi i casi le ragioni per destinare il 5X1000 ci sono tutte: grazie.

Riflettete sempre e evitate di non agire.